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PER INFORMAZIONI CONTATTA :

DOTT.SSA ANNA MARIA BUZZI

tel. 0544 31806 (in orario pomeridiano)
email: silviobuzzi@racine.ra.it

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"Mentre un cliclo di chemio costa diverse centinaia di Euro, un trattamento con il CRM197 non costerebbe quasi niente, forse per questo è poco appetibile per le cause farmaceutiche. Senza contare che mentre la chemio distrugge anche le cellule sane, il CRM197 si basa sulla stimolazione del sistema immunitario."

(Anna Maria Buzzi)

Mi Fa Male Il Mondo

"Ma mi fa più male che il cancro sia il più grosso affare economico del secolo..." (Giorgio Gaber)

Chi Siamo

Associazione Scelta di Cura Onlus
in memoria di Luigia Tortora e Tommaso Pistoia
www.sceltadicura.it – www.crm197.it

Caro Amico/a,

L' Associazione Scelta di Cura Onlus nasce nel febbraio del 2008 come naturale evoluzione del Comitato per la scelta di Cura con il CRM197.

Come nasciamo:

dal 2005 siamo a conoscenza degli studi operati dal Dott. Silvio Buzzi di Ravenna sulle proprietà oncologiche della sostanza denominata CRM197.
Il Dott. Buzzi non è un mago. E' un medico, un ricercatore serio e scrupoloso che molti anni fa ha scoperto i benefici dell'uso del CRM197 (una variante atossica della difterite) nella lotta contro il cancro.
Le sue ricerche e i suoi studi sono documentati su riviste scientifiche e prese in considerazione proprio in questi ultimi tempi dal Ministero della Salute giapponese, che ha incaricato il Prof. Eisuke Mekada di avviare, sulla base degli studi di Buzzi, la sperimentazione ufficiale su un gruppo di malati.

Il problema:

in Italia il Prof. Buzzi è ignorato e la sua ricerca viene spudoratamente boicottata, bloccata da impedimenti solo apparentemente burocratici tesi invece a mascherare interessi forti della casa farmaceutica e della lobby medica. Ignoranza, presunzione e il vile denaro sono i motivi che hanno impedito la partenza di una sperimentazione seria e la mancata possibilità anche per i malati in fase terminale di usufruire – sulla base del principio previsto dalla legge italiana dell' ”uso compassionevole” – della terapia di Buzzi.

Chi Siamo:

malati e parenti di malati. Abbiamo interrogato più volte le istituzioni, il Ministero della Salute, varie Procure della Repubblica, chiedendo il perché la terapia del Dott. Buzzi, nonostante i riconoscimenti avuti all'estero, sia, quando non ignorata, oggetto di un boicottaggio criminoso. Questo il compito che ci prefiggiamo: informare, denunciare. Intervenire ogniqualvolta la libertà personale dell'individuo, il nostro diritto alla salute vengono minacciati.

Come aiutarci:

visitando i siti www.sceltadicura.it e www.crm197.it potrai contribuire:

diventando socio e unendoti alla nostra lotta
effettuando una donazione
donando il 5 per mille della tua dichiarazione dei redditi


Unisciti a noi e aiutaci a mantenere vivo il diritto alla salute. Non abbiamo nessuna ostilità nei riguardi delle cure convenzionali, ma riteniamo che quando queste ultime si rivelano inefficaci è diritto del malato avere sotto il controllo medico tutte le alternative possibili.

Dal nostro Statuto:

“Il diritto alla salute è un diritto fondamentale riconosciuto dalla Costituzione (art. 32). Il cittadino ha il diritto di conservare la salute fisica e psichica. Lo Stato, che deve garantire al cittadino il diritto alla salute, non può tenere conto soltanto della componente organica delle malattie e dell'efficacia organica dei trattamenti, bensì anche degli aspetti psichici del soggetto. L'art. 32 della Costituzione deve essere letto in relazione all'articolo 13 della Costituzione ("la libertà personale e inviolabile"). Ciò significa che il malato ha il diritto di curarsi. Spetta al malato decidere a quale cura sottoporsi; nessuno può sindacare le decisioni del malato. Il malato ha diritto di scegliere la terapia, ha piena libertà di cura. E libero di decidere il modo in cui curarsi, nel senso che può optare per una terapia ufficiale o per una considerata dalla medicina ufficiale "alternativa". La Repubblica Italiana tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo, salvaguarda il principio del pluralismo scientifico e garantisce la libertà di scelta terapeutica da parte del cittadino e la qualificazione professionale degli operatori sanitari, valorizzando in particolar modo l'autonomia del medico nelle scelte terapeutiche (Corte di Cassazione, IV Sezione Penale, Sentenza n. 301, 8 febbraio 2001).
La risoluzione del Parlamento Europeo del maggio 1997 garantisce ai cittadini la più ampia libertà possibile di scelta terapeutica, assicurando loro anche più elevato livello di sicurezza e l'informazione più corretta sull'innocuità, la qualità, l'efficacia di tali medicine.
Il comma 5 lett. C della Dichiarazione di Helsinki adottata dall'Associazione Medica Mondiale (AMM) sancisce che: "Nel trattamento di un paziente, laddove non esistano comprovati metodi preventivi, diagnostici e terapeutici o questi siano stati inefficaci, il medico, con il consenso informato del paziente, deve essere libero di usare mezzi preventivi, diagnostici e terapeutici non provati o nuovi, se a giudizio del medico essi offrono speranza di salvare la vita, ristabilire la salute o alleviare la sofferenza. Laddove possibile, tali mezzi dovrebbero essere fatti oggetto di una ricerca designata per valutare la loro sicurezza ed efficacia. In tutti i casi, le nuove informazioni devono essere registrate e, dove opportuno, pubblicate."



Chi Sono


Luigia Tortora

Commerciante, sposata e madre di tre figli.
La malattia si presenta il mese di novembre 2003 con un carcinoma infiltrante alla mammella destra di 3cm. Viene immediatamente accompagnata dalla famiglia presso il rinomato Istituto Oncologico Europeo di Milano del prof. Veronesi dove le viene prescritto un ciclo di chemioterapia neoadiuvante; ma per il SSN avrebbe dovuto attendere in lista di attesa circa due mesi. Si reca quindi a Roma presso gli Istituti Fiosetarpici Oncologici, dove si sottopone ad un ciclo di chemioterapia al fine di ridurre i 3cm di massa tumorale, che però non le evita la mastectomia radicale del seno destro che avviene nel marzo 2004. In sede di operazione chirurgica le viene applicato un espansore in previsione di una mastoplastica additiva (protesi al seno). Seguono devastanti cicli di chemioterapia. A giugno 2005 le rimuovono l’espansore e scoprono delle recidive allo stesso seno, quindi viene sottoposta a un'altra linea chemioterapica e a trenta giorni di radioterapia. Passa così da Roma all’ospedale Da Procida di Salerno e in seguito, al ripresentarsi delle metastasi, all’Istituto Pascale di Napoli dove a seguito dell’ennesimo cocktail chemioterapico il male si ripresenta in modo diffuso per tutto il corpo. Effettua tra l’altro senza successo la radiochirurgia stereotassica al centro Malzoni di Agropoli (SA), un ciclo di ipertermia al Centro Aktis di Marano (NA). Nel Maggio 2007 viene sottoposta alla rimozione del restante seno sinistro.
Durante il decorso della malattia ha cercato in tutti i modi di sottoporsi alla terapia con il CRM197 del Dott. Silvio Buzzi, a niente è valso che il figlio Giovanni Rossi si fosse impegnato tanto per promuovere la sperimentazione successivamente autorizzata dal Ministero della Salute all’ospedale di Empoli. A niente è valso la richiesta a mezzo raccomandata A/R indirizzata al Direttore dell’ASL 11 di Empoli e al Dott. Fiorentini, direttore del reparto oncologico, per l’uso compassionevole del CRM197, richiesta tra l’altro corredata da una certificazione del dott. Silvio Buzzi recante la sua assunzione di responsabilità dell’esito del trattamento e della disponibilità nel sottoporre la stessa paziente alla cura, accertato il totale fallimento delle terapie convenzionali.
Tortora Luigia muore il 15 agosto 2007 all'età di 54 anni.
Dei sei centri oncologici che hanno accolto in cura Tortora Luigia nessuno a tutt’oggi si è preoccupato di informarsi sullo stato di salute della stessa, dimostrando quindi come sia artefatto il metodo di raccolta dati per le statistiche sulla sopravvivenza.

 
Tommaso Pistoia

Artigiano, sposato con due figli.
La malattia si manifesta una prima volta nel 2003 sotto forma di un polipo alla vescica che pare essere scongiurato dopo un ciclo di chemioterapia vescicale eseguito presso l'Ospedale Panico di Tricase (Lecce).
Nel 2006 la comparsa di una neoplasia importante al polmone, che dopo l'asportazione tramite intervento chirurgico presso lo stesso ospedale, si ripresenta tre mesi dopo con una metastasi al cervello.
Operato nuovamente, stavolta presso il reparto di neurochirurgia dell'Ospedale Vito Fazzi di Lecce, e ripresosi miracolosamente senza danni cerebrali, viene sottoposto a cicli di radioterapia che però non impediscono un'ulteriore ripresa della malattia.
Esaurite tutte le cure alternative il figlio Thomas Pistoia opera diversi tentativi di reperire il CRM197 per sottoporlo alla terapia omonima del Dott. Silvio Buzzi di Ravenna.
Ma nè l'appello al Presidente della Repubblica, nè gli esposti al Ministero della Salute e alla Procura della Repubblica, nè la diffusione della richiesta su diversi quotidiani e su internet riescono a velocizzare la domanda inoltrata secondo la legge e ignorata dalle istituzioni di “uso compassionevole”.
Tommaso Pistoia muore il 4 novembre 2006 all'età di 57 anni.





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