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"Mentre un cliclo di chemio costa diverse centinaia di Euro, un trattamento con il CRM197 non costerebbe quasi niente, forse per questo è poco appetibile per le cause farmaceutiche. Senza contare che mentre la chemio distrugge anche le cellule sane, il CRM197 si basa sulla stimolazione del sistema immunitario."

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C’è del marcio nell’AIFA?

posted by admin
sabato, maggio 24, 2008
La notizia della bufera giudiziaria abbattutasi sull’AIFA non ci lascia certo ammutoliti dallo stupore.
Denaro, solo denaro. Non c’è (e nessuno meglio di noi può saperlo) altro interesse, non esiste altro bersaglio.
Avide spugne avvolte in un camice bianco decidono se sia più conveniente dal punto di vista economico questo o quel medicinale; se si guadagni di più a salvare, a tenere a malapena in vita, o addirittura a non curare assolutamente i cittadini.
Sì, certo che lo sappiamo. E’ una storia che noi del CRM197 conosciamo fin troppo bene,

Lobby farmaceutiche ed oncologiche hanno deciso che no, la terapia del Dott. Buzzi non conviene, non rientra nel business, non porta ricchezza.
E allora morite gente! Morite o assistite inermi alla morte dei vostri cari, alle loro chemio e radioterapie spesso inutili e devastanti, che ve li riducono a scheletri, ad amebe, a esseri irriconoscibili, alieni che viaggiano veloci da questo all’altro mondo.

E’ il mercato del farmaco, signori. Una storia che in italia si ripete periodicamente. Ogni tanto si scopre che qualcuno ha pagato perchè non si sapesse che questo o quel farmaco non aiuta, non serve, non è il migliore, anzi fa male. Ogni tanto si scopre che qualcuno calpesta il nostro diritto alla salute, quello dei nostri figli, anche quando sono solo bambini.

Non ci sono colpevoli senza tre gradi di giudizio, va bene, Ma in una società in cui almeno a parole c’è la libertà di pensiero, beh, lasciateci liberi di pensare che Guariniello ha trovato del marcio nell’AIFA e nei suoi rapporti con le case farmaceutiche; lasciateci liberi di credere fermamente che il CRM197 è ignorato, boicottato, eliminato (perlomeno in Italia) da ogni protocollo di sperimentazione onesto e serio, perchè ci sono interessi che sarebbero seriamente danneggiati dalla sua diffusione.

No, quale stupore. Ci stupiamo caso mai che qualcuno abbia avuto il coraggio e le palle di denunciare. Ci stupiamo che i media in un modo o nell’altro ne abbiamo parlato almeno una volta.
Ci stupiremo senz’altro se qualcuno verrà condannato, se qualche casa farmaceutica pagherà finalmente il fio dei suoi delitti.

Il marcio ogni tanto viene a galla, ma i criminali che lo producono pensano che la puzza qui in superficie non si senta, pensano che noi non ci si faccia caso.

Grazie a Guariniello per aver spruzzato nell’aria un po’ di deodorante.
Un profumo breve ma intenso.

Di speranza e giustizia.

Un’essenza che auspichiamo cominci ad aleggiare presto anche intorno a certi primari di oncologia empolesi e a qualche comitato etico fiorentino

Thomas Pistoia

Brano estrapolato dal filmato

posted by admin
giovedì, marzo 27, 2008
Per Vostra maggiore comodità abbiamo estrapolato un brano dal filmato del dibattito tenutosi a Ravenna il 23 ottobre 2007. In esso raccontano la loro testimonianza 3 cittadini: un ex-malato di tumore, guarito grazie al Crm197; la moglie di un malato che denuncia i gravi comportamenti tenuti in relazione all’utilizzo del CRM197 dal Dott. Giammaria Fiorentini, primario del reparto oncologia dell’ospedale di Empoli (la denuncia è riportata anche in forma scritta sotto il player); infine un altro cittadino che testimonia l’assoluta correttezza morale del Dott. Silvio Buzzi.

Il brano estrapolato è visibile anche su youtube al seguente indirizzo:
http://it.youtube.com/watch?v=VuDN7cX22BQ

Si riportano le dichiarazioni della parente del malato udibili nel filmato: “Mio marito si è ammalato anni fa, non sto a raccontare… Il Dott. Buzzi l’ha curato ed era quasi guarito, però purtroppo è rimasto senza crm… mi sono data da fare come una pazza per cercarlo…mi sono scontrata con l’Aifa – con il (insieme al N.d.R) Dott.Buzzi – con il Dott. Fiorentini (perché io i nomi li voglio fare) e dopo insistenze, dopo aiuti, dopo mille vicissitudini l’Aifa mi ha concesso le fiale di CRM che mancavano per mio marito il quale nel frattempo si era riammalato. Sono andata a Empoli e purtroppo il Professor Fiorentini ha tardato altri 20 giorni a darmi le medicine… ha voluto fare lui la prima puntura a mio marito… peccato che non sappia farla, peccato che abbia sbagliato la composizione, peccato che non sapesse fare il dosaggio per cui di questa cura la maggior parte è stata inutile… da buttare questo preziosissimo materiale è stato da buttare… io quello che voglio dire è questo: perchè l’Aifa che è l’ente preposto dal ministero della salute ha sempre trattato a pesci in faccia il professor… il dott. Buzzi? Perchè loro che hanno la possibilità di mandare avanti questa cosa (sono un dipartimento distaccato dal ministero della salute da quello che ho capito sono totalmente autonomi) non ha fatto mai niente per questo, hanno fatto di tutto invece per affossarlo ci sono delle lobby, parlava l’onorevole Brusco che probabilmente impediscono questa cosa…”


Guarda chi si vede: il Ministro Turco!

posted by admin
mercoledì, ottobre 31, 2007

Incredibile: durante l’annunciato dibattito del 27 Ottobre presso l’Hotel Jolly di Ravenna alla presenza del Dott. Buzzi, dell’On. Brusco e degli organizzatori del circolo “Ravenna delle Libertà”, Maurizio Bucci e Chiara Pocaterra, è spuntato un fax del Ministro Turco.

Finalmente! No, calma, precisiamo. Il merito è dell’amico Daniele che è riuscito ad invitare il ministro all’incontro solo grazie all’interessamento del Maestro Andrea Bocelli. Il fax della Turco è infatti indirizzato al grande cantante, non direttamente ai protagonisti dell’evento.

Il Ministro, dunque, non ha partecipato al dibattito, non è venuta. Da notare nel suo fax (che potete visionare cliccando QUI ) una frase che ci siamo premurati di sottolineare: secondo il Ministro il Dott. Buzzi potrà trovare “interlocutori attenti” presso il Ministero della salute e presso l’AIFa. Peccato che nel maggio 2006 il dottore sia già stato ricevuto da questi signori nella hall dell’Hotel Ambasciatori a Roma(?). Peccato che sia stato poi convocato nell’aprile scorso dall’AIFa. Peccato che nella prima occasione gli sia stata proibita ogni altra attività col CRM197 e che nella seconda gli sia stato intimato di non parlare più con i media e con noi del Comitato.

Peccato, infine, che lui, unica persona veramente competente della materia, sia stato escluso da ogni attività di sperimentazione.

E’ ormai chiaro che, come accadeva nei cartoons che guardavamo da bambini alla TV, tocca ancora una volta agli Ufo Robot giapponesi l’arduo compito di arrivare per primi a salvare l’umanità.

Belle parole quelle del Ministro Turco. Speriamo che adesso, finalmente, giungano i fatti.

Thomas Pistoia

Clicca qui per leggere l’articolo del “Resto del Carlino” sul dibattito del 27 ottobre.

Cancro, il Giappone ci scippa la cura snobbata dal Ministro Turco

posted by admin
venerdì, maggio 11, 2007

Da “Il Giornale” – 11 maggio 2007 – di Gabriele Villa

Ravenna – Saranno un bel diecimila chilometri. Metro più metro meno. E loro li hanno fatti, sono partiti da Osaka e da Fukuoka. Dal Giappone sono arrivati a Ravenna. A spese e per conto del governo di Tokio. Tre giorni di full immersion. Per imparare. «Loro» sono il professor Esuke Mekada, il dottor Shingo Miyamoto, il dottor Hosoi. Ricercatori e uomini di scienza che è difficile immaginare seduti come degli scolaretti ad ascoltare le parole di un medico italiano cui da trent’anni, in Italia, sbattono la porta in faccia solo perché ha avuto un’intuizione sorprendente che può aiutare a combattere il cancro. Quella del dottor Silvio Buzzi, 77 anni, neurologo di Ravenna, è una storia già nota ai lettori del nostro giornale. L’ha raccontata Stefano Lorenzetto, poi è stata abbozzata semiclandestinamente qua e là. Scampoli di buona stampa, sempre non richiesti, su un uomo che, nella sua vita, anziché inseguire popolarità e guadagno, dopo un’illuminazione avuta in sala operatoria quarant’anni fa (leggere il libro autobiografico il Talco sotto la Lampada – Edizioni Ares) ha invece inseguito a ritroso il percorso della tossina che provoca la difterite, arrivando ad accertarne la sua valenza antitumorale.

Una carta in più da giocare in una lotta che non ammette esitazioni. Un’opportunità legata alla fortuna e all’accoglienza, che finora non ha avuto, del Crm197, una replica della tossina difterica alla quale è stato sostituito l’unico aminoacido nocivo dei 535 che la compongono. Buzzi ha testato il Crm197 su 600 malati, casi descritti in uno studio pubblicato da Cancer Research nell’82, iniettando direttamente la tossina difterica. E su altri 400 la tossina bollita, atossica al pari del Crm197. Usando il Crm197 contro il cancro nel 30% dei casi ha ottenuto una riduzione del tumore: dal 50% fino alla completa guarigione. Anche se ha sempre ripetuto che il Crm197 «non è la vittoria sul cancro ma solo un contributo alla lotta». Le sue ricerche sono finite su Cancer Immunology e The Lancet e, fresco di stampa, anche su Therapy. Riviste che non sono fumetti. Fatto sta che il mite dottore, colpevole anche di non avere santi nel paradiso rosso della politica, tiene l’arma ma non le munizioni. Perché il ministero, l’Agenzia del farmaco, e anche la Novartis, che possiede la molecola-chiave, non se la sentono di tentare. Di concedergli anche una goccia di quella sostanza. Mica è il Viagra, il Cmr197, no? Dal 1997 al 2003 Buzzi ha dovuto pietire per averne 700 milligrammi. Poi più nulla. Pare di rileggere la vicenda di un tale professor Di Bella, trascinato a furor di popolo sui giornali, cui la Bindi fu costretta a tendere la mano ma che, appena ne ebbe occasione, si affrettò ad accompagnare all’uscita di servizio facendo archiviare la sua multiterapia con una sperimentazione maldestra, come accertarono carabinieri dei Nas e giudici. Perché se una autorevole delegazione di ricercatori e oncologi viene dal Giappone apposta per incontrare l’umile dottore italiano, il ministro della Salute Livia Turco non si degna nemmeno di ascoltare le sue richieste, guardarlo negli occhi e tastare il polso della sua ostinazione.

Convocato è stato convocato a Roma, il dottor Buzzi, ma solo per sentirsi ordinare, era il 19 aprile, nella sede dell’Aifa, l’agenzia italiana del farmaco, ministero della Salute, di smetterla di strepitare per aver qualche fiala del suo benedetto Crm197. E di starsene lontano dai giornali, dagli ospedali e dalle aziende farmaceutiche che potrebbero aiutarlo. Autoeclissarsi, insomma. Allontanarsi persino dai malati di tumore che, stando così le cose, importante precisarlo, è perfettamente inutile che bussino alla sua porta. Anche se avrebbero il diritto di scegliere la terapia da seguire. E che, inferociti, urlano la loro rabbia on line nel sito www.crm197.it. Ma da ieri Buzzi si sta prendendo la sua più bella soddisfazione: ore e ore a parlare con la delegazione giapponese, affiancato dalla figlia Anna, pure neurologa.

Decine di sue ricerche sul tavolo, filmati, diapositive, disegni. E i nipponici che chiedono e annotano per fare un pieno di informazioni. «Perché a novembre – annuncia il dottor Shingo Miyamoto, oncologo ginecolocigo, esperto di biologia molecolare della Kyushu University di Fukuoka – proprio grazie all’esperienza raccolta dal dottor Buzzi, avvieremo un trattamento iniettando il Crm197 su 18 donne affette da carcinoma ovarico, una patologia che il derivato della tossina difterica ha già dimostrato di far regredire se non addirittura annientare».

E il team leader della delegazione, il professor Esuke Mekada, direttore del dipartimento di ricerche microbiologiche dell’Università di Osaka, allievo del professor Uchida che inventò il Crm197 ma lo sperimentò solo sulle cavie, aggiunge: «Non ci importa che il nostro collega sia isolato o boicottato, siamo qui per imparare e per invitare il dottor Buzzi in Giappone. Saremmo molto lieti che affiancasse la nostra attività di ricerca». Mekada e Miyamoto non hanno perso tempo e con la benedizione del governo giapponese hanno già brevettato l’uso del Crm197 come antitumorale. Sorride di soddisfazione il medico ravennate che sognava di diventare come il dottor Manson della Cittadella di Cronin. Per lui è una vittoria morale, certo. Ma per quest’Italietta popolata di presuntuosi supporter della chemioterapia è un’altra sconfitta.

Ora Basta !

posted by admin
mercoledì, marzo 28, 2007

Il 7 marzo 2007, la sperimentazione clinica del CRM197 approvata
dal Ministero della Salute ha compiuto 1 ANNO, complimenti !

Peccato che non abbia mai visto la luce !!!

La sperimentazione, malgrado i buoni propositi dei suoi promotori, non è mai iniziata !

E’ UNA VERGOGNA !!!

Ci chiediamo di chi è la colpa ?

Forse del dott. Fiorentini, responsabile del reparto di oncologia dell’ospedale di Empoli (FI), promosso a “centro pilota” dall’ AIFa, che non ha ancora presentato un protocollo di sperimentazione ????

Forse del Comitato Etico di Careggi (FI) competente per giurisdizione, che non ha approvato in prima istanza un protocollo presentato dal Fiorentini ????

Forse del dott. Tomino, responsabile dell’AIFa, che non si chiede “ma quanto ci vuole a presentare un protocollo di sperimentazione e che fine hanno fatto e faranno le fialette di CRM197 che la Chiron ha consegnato al reparto di oncologia di Empoli ???

Forse verranno consegnate ai soliti “amici degli amici”, visto che nel frattempo supereranno la data di scadenza, prevista per il mese di novembre 2007 ???

Forse è colpa della casa farmaceutica Chiron di Siena, il cosiddetto sponsor, che non tiene particolarmente a questa sperimentazione forse perchè il CRM197, dai costi modesti, non è una specialità medicinale brevettabile ???

Forse è del Ministro della Salute che non garantisce la libertà di cura ai “disperati”, che farebbero di tutto pur di sottoporsi anche per uso compassionevole, alla cura con il CRM197 ???

NO ! La colpa è nostra che restiamo in silenzio e non alziamo la voce !
Urliamo a tutti il nostro disappunto, facciamoci sentire !

Clicca QUI per inviare una mail di protesta a tutti coloro ai quali chiediamo di fare qualcosa per porre fine a questa vergogna !!

Il Ministero della Salute e il Ministro Livia Turco
Il Dott. Fiorentini Del reparto Oncologia dell’Ospedale di Empoli
La Asl di Empoli
I Dottori Tomino e Martini dell’AIFA
La casa farmaceutica Chiron ex Novartis, detentrice della titolarità della molecola CRM197

N.B.: ricordati di scrivere nome e cognome in fondo alla mail.