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"Mentre un cliclo di chemio costa diverse centinaia di Euro, un trattamento con il CRM197 non costerebbe quasi niente, forse per questo è poco appetibile per le cause farmaceutiche. Senza contare che mentre la chemio distrugge anche le cellule sane, il CRM197 si basa sulla stimolazione del sistema immunitario."

(Anna Maria Buzzi)

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fanpage.it intervista Anna, Silvia e Giorgio Buzzi

posted by admin
martedì, ottobre 18, 2011

[...] è il dottor Silvio Buzzi, scomparso nel 2009, che aveva fatto nascere grandi speranze con la sua scoperta del ruolo antitumorale del CRM197, un mutante innocuo della tossina che provoca la difterite. Dopo diversi studi pubblicati sulle più prestigiose riviste internazionali, era calato il silenzio. In Italia, un trial clinico non è mai partito. Ora, la Fondazione Silvio Buzzi, nata per proseguire la lotta del neurologo che si riscoprì oncologo “per caso”, sta monitorando un trial clinico che, dopo una prima fase conclusa con successo, entrerà nel vivo nel 2012 in Giappone. Sull’argomento abbiamo intervistato i responsabili della Fondazione, la moglie e i figli del medico ravennate: Anna, Silvia e Giorgio Buzzi.

Potete spiegarci in sintesi in cosa consiste la scoperta del dott. Silvio Buzzi e in cosa differisce dalle attuali terapie antitumorali?

La scoperta del dott. Silvio Buzzi e gli studi che ne rappresentano l’applicazione rappresentano un caso molto atipico nella medicina moderna: pur essendosi svolti infatti a proprie spese e con mezzi modestissimi sono stati pubblicati dalle più autorevoli riviste mediche internazionali come Cancer Research, The Lancet ( la “Bibbia” del mondo medico), Cancer Immunology Immunotherapy, Therapy: sono riviste che accolgono quasi esclusivamente lavori multicentrici, frutto di collaborazioni tra grandi strutture e che si vantano di pubblicare a malapena il 10% dei lavori che ricevono.

La Tossina Difterica è un potente veleno prodotto in certe condizioni dal Corynebacterium Diphtheriae. La molecola è formata da due componenti: sub unità A (che blocca la sintesi delle proteine nei mammiferi, ed è quindi responsabile della tossicità) e sub unità B (che consente l’aggancio della molecola alla cellula attaccata, ed è responsabile della risposta che il sistema immunitario dà a questa “aggressione”).

Silvio Buzzi ha intuito e dimostrato il possibile ruolo antitumorale della Tossina Difterica. In un secondo momento, è stato in grado di individuare nella sola componente B – non tossica – della molecola la sede di questa potenzialità antitumorale, che risulta dunque del tutto svincolata da ogni tossicità.

Nei suoi studi ha quindi utilizzato tossina detossificata con l’ebollizione (il calore inattiva la componente tossica, mentre lascia intatta quella immunostimolante), successivamente sostituita da CRM197 (un mutante atossico della Tossina Difterica).

E’ interessante che il CRM197 e la Tossina Difterica hanno un loro recettore naturale presente sulla maggior parte delle cellule umane, ma molto più concentrato sulle cellule tumorali. La successione di eventi immunologici che seguono l’aggancio della molecola al suo recettore sarà quindi molto specifica nei confronti delle cellule tumorali, senza danno per quelle sane.

Le differenze rispetto alle attuali terapie antitumorali sono 2:

  • Si tratta di una terapia immunologica, che induce l’organismo a reagire al tumore sfruttando armi proprie; non si fa ricorso a molecole che aggrediscono la massa (e, inevitabilmente, tutti i tessuti più vitali) con un meccanismo squisitamente distruttivo;
  • Si tratta di una terapia molto poco artificiosa, perché il contatto CRM197-cellula tumorale non richiede trasportatori (carriers) o procedure macchinose, dato che la molecola ha per natura un tropismo particolare per le cellule tumorali, legato alla loro ricchezza del recettore specifico destinato ad agganciarla.

Silvio Buzzi non era un oncologo, ma un neurologo e psichiatra che fece le sue ricerche in totale autonomia. Nel suo libro Il talco sotto la lampada domandava provocatoriamente: “La comunità scientifica, che si dichiara sensibile al miglioramento della vita dell’uomo, che cura la rapida diffusione dell’informazione nel mondo, che si dice libera dai pregiudizi, avrà orecchi per intendere una flebile voce che chiama fuori dal coro?”. Sono stati i pregiudizi a ostacolare le ricerche del dottor Buzzi?

Sicuramente in parte sì. Se da una parte è comprensibile lo scetticismo nei confronti di un’idea nata in ambito non istituzionale (la ricerca scientifica richiede il massimo rigore e la massima sicurezza, requisiti più facili per una grande struttura), quando lo scetticismo è tale da negare ad un ricercatore indipendente la possibilità che le sue idee vengano non accolte, ma messe alla prova, diventa pregiudizio. Recentemente il sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci, in apertura dei lavori di una conferenza sugli sviluppi delle ricerche di Silvio Buzzi sul CRM197, si è espresso così: “Il pregiudizio è figlio dell’ignoranza, e l’ignoranza è scelta di comodo; il giudizio è figlio della conoscenza, e la conoscenza è faticosa”.

Perché in Italia non si è mai avviata una sperimentazione del CRM197 seguendo le indicazioni di Buzzi?

L’unica sperimentazione avviata in Italia con CRM197, come molti sanno, è partita all’Ospedale di Empoli nel 2007 sotto la guida del dottor Gianmaria Fiorentini; non è stata fatta seguendo le indicazioni di Buzzi, né per dosi, né per tempistica, né per scelta dei pazienti. Si ignorano le ragioni per quali non è stato seguito il protocollo del dottor Buzzi, di cui peraltro il dottor Fiorentini era stato fornito.

In Giappone la sperimentazione è iniziata nel 2008. Vorrei ricordare che il trial giapponese è sostenuto da 3 delle principali Università giapponesi e dal Governo, ed ha ottenuto l’approvazione solo dopo che Silvio Buzzi, convocato dal professor Eisuke Mekada, ha esposto i suoi studi ed i risultati dei suoi trials davanti alla commissione di esperti della PMDA, massima autorità nipponica nel campo della ricerca medica e farmacologica. La sperimentazione è giunta al termine della fase 1, quella che ha come obiettivo quello di accertare la sicurezza della molecola. L’obiettivo è stato pienamente raggiunto ed è stata pertanto data già autorizzazione alla fase 2, quella che deve dimostrare l’efficacia, che partirà nel 2012. Anche se non cercati, già nella fase 1 si sono comunque avuti alcuni indizi di efficacia (in termini di riduzione della massa tumorale, di calo del marker tumorale specifico e di miglioramenti di segni clinici, quali ad es. ascite e astenia).

La cura del dott. Buzzi è un vaccino, non un chemioterapico. Qual è il parere della Fondazione Buzzi sull’efficacia della radio e chemioterapia nel prolungamento dell’aspettativa di vita dei malati di tumore?

Silvio Buzzi ha sempre sottolineato che la sua non è “la cura”, ma un possibile contributo alla lotta contro i tumori. I dati dei suoi trials, pubblicati sulle massime riviste internazionali in materia, mostrano comunque una percentuale di risposte (tra complete e parziali) di poco inferiore al 50%.

Sull’ allungamento dell’aspettativa di vita legato alle terapie convenzionali esistono precise statistiche. Quello che ci sentiamo di rimarcare è la differenza nella qualità della vita consentita dai due trattamenti: il CRM197, data proprio la sua elevata specificità per le cellule malate, è quasi privo di effetti collaterali.

La ricerca scientifica, dagli inizi del Novecento a oggi, è diventata sempre più complessa: per conquistare le nuove frontiere della scienza sono oggi necessari milioni di euro di investimenti, grandi laboratori e un personale numeroso. C’è ancora spazio per quella che Buzzi definì “una ricerca scientifica fatta in casa e finanziata di tasca propria”?

No, non c’è più spazio per quel tipo di ricerca ed è forse giusto che oggi sia così, affinchè anche gli studi medici siano conformi agli elevati standard di accuratezza rigore e sicurezza a cui si ispira il progresso in ogni ambito della scienza e della tecnologia.

Quello che però deve essere ancora consentito anche “in casa” e senza appoggi è la possibilità di avere un’idea, altrimenti corriamo il rischio di sperimentazioni inattaccabili da un punto di vista formale, ma non sostenute da un’idea innovativa.

Tornano alla memoria le parole di Iohn Wu, su The Lancet (vol. 366, 2005): “Se il primo obiettivo della ricerca deve essere il più assoluto rigore procedurale, dove andranno a finire le idee nuove?”

(Fonte: fanpage.it)

Filmato integrale del convegno tenuto dalla Fondazione Silvio Buzzi lo scorso 24 settembre presso la Sala Cavalcoli della camera di Commercio di Ravenna.
Il convegno dal titolo “CRM197 Tra Oriente e Occidente: in Italia la Fondazione, in Giappone la sperimentazione” si è svolto a quattro anni dal primo (tenutosi a Ravenna nell’ottobre 2007), che faceva il punto della situazione dopo che il Dott. Silvio Buzzi era stato invitato a Tokyo dai colleghi giapponesi, e ha avuto innanzitutto l’obiettivo di continuare a condurre puntuali momenti di aggiornamento, corrispondendo a un impegno di informazione dell’opinione pubblica che la Fondazione ha preso e intende assolvere.
Il Dott. Giorgio Buzzi ha relazionato in merito all’applicazione del Crm197 in campo oncologico, mentre la Dottoressa Anna Maria Buzzi ha esposto in merito alle applicazioni in campo cardiologico concludendo poi con i risultati della sperimentazione attualmente in corso in Giappone che sono stati illustrati dai Dottori Mekada e Miyamoto.
E’ intervenuto anche il Dott. Ahmed Sohail della casa farmaceutica Novartis.
Presenti il Sindaco di Ravenna e altre personalità mediche e istituzionali.

Assemblea della Fondazione del 28/04/2011

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mercoledì, maggio 4, 2011

Il 28 Aprile, presso il Beach Resort di Punta Marina, si è riunita l’assemblea della Fondazione Silvio Buzzi.

Alla presenza della quasi totalità dei soci fondatori e sostenitori è stato presentato e approvato il bilancio consuntivo del 2010 ed è stata poi illustrata la panoramica dei progetti in programma per il 2011.

Per quanto riguarda l’applicazione del CRM197 in ambito cardiovascolare, si è illustrata la prospettiva di iniziare a breve il trial clinico (su protocollo già presentato dal Dott. Silvio Buzzi all’ISS nell’aprile 2009), in collaborazione con l’Ospedale Accreditato Casa di Cura San Francesco di Ravenna e con l’Ospedale Rodolico di Catania.

Per quanto riguarda il risveglio in Italia dell’interesse per l’applicazione oncologica, si sta organizzando una conferenza nazionale (da tenere a Ravenna in data 24/09/11) in cui si prevede di:

1) presentare la molecola, la sua sicurezza ed il suo attuale impiego nei vaccini ( Dr. Solhail, Novartis, Siena)

2) presentare i possibili impieghi terapeutici innovativi in ambito cardiovascolare ed in ambito oncologico anche tramite la casistica raccolta dal Dr. Silvio Buzzi

3) Illustrare gli incoraggianti risultati ottenuti fino ad ora dai colleghi giapponesi nel loro trial sul carcinoma ovarico avanzato, dati presentati dai professori Mekada e Miyamoto delle Università di Fukuoka e Osaka che interverrebbero in prima persona.

Questa tappa rappresenterebbe per loro un ritorno alla partenza visto che, proprio nel 2007, a Ravenna, Mekada e Miyamoto incontrarono Silvio Buzzi e conobbero più approfonditamente le sue esperienze con il Crm197 in oncologia; successivamente, il Dottore li raggiunse in Giappone per agevolarli nell’ottenere l’approvazione dal Ministero della Salute per il loro trial (approvazione in passato negata e, alla presenza di Buzzi nel settembre 2007, concessa).
Il progetto ha ottenuto molto successo ed interesse, per cui molti soci si sono impegnati a cercare contatti per meglio pubblicizzare l’evento e per farlo anche uscire dai confini di Ravenna, cercando sponsor disposti a finanziare le spese (in parte coperte dalla Camera di Commercio di Ravenna che mette a disposizione anche la bella e spaziosa Sala Cavalcoli).

Dott.ssa Anna Buzzi

Ravenna: l’interrogazione al consiglio di Gianguido Bazzoni

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mercoledì, agosto 18, 2010

Intervista al consigliere regionale Gianguido Bazzoni esponente del PDL, che ha presentato un’interrogazione al consiglio chiedendo ‘il giusto riconoscimento a un ravennate (il dottor. Silvio Buzzi) che per 40 anni ha studiato per combattere il cancro’.

(Fonte: Ravenna Web Tv)

“Sala Forum di via Berlinguer intitolata al dottor Silvio Buzzi”

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martedì, dicembre 22, 2009
Il dottor Silvio Buzzi (foto Zani)
Il dottor Silvio Buzzi (foto Zani)

Ravenna, 21 dicembre 2009 – La Sala Forum di via Berlinguer sarà intitolata al dottor Silvio Buzzi. Lo ha comunicato il sindaco Fabrizio Matteucci dopo avere incontrato la moglie e i tre figli dell’oncologo ravennate. Il sindaco aveva espresso all’indomani della scomparsa del dottor Buzzi, il desiderio dell’amministrazione comunale di onorarne la memoria, affermando che avrebbe concordato con i familiari le iniziative per ricordare la sua figura e la sua opera. “Ho incontrato il professor Buzzi – ricorda Matteucci – due volte in municipio in occasione della presentazione della cura anti-cancro Crm197. Ho avuto modo di apprezzarne l’assoluta dedizione di studioso alla ricerca antitumorale, nonostante lo scetticismo del mondo scientifico. Questa attività di ricerca lo ha portato a risultati  clinici significativi in Giappone, dove si è sperimentata con successo la molecola antitumorale Crm197. Alle straordinarie doti di scienziato, il professor Buzzi affiancava una grande carica umana e una determinazione incrollabile”. Il neurologo ed oncologo Silvio Buzzi si è spento per un male incurabile nel mese di luglio, all’età di 79 anni.

La sala di via Berlinguer sarà intitolata al dottor Silvio Buzzi. Lo ha comunicato il Sindaco Fabrizio Matteucci dopo avere incontrato lunedì pomeriggio la moglie e i tre figli dell’oncologo ravennate. Il Sindaco aveva espresso all’indomani della scomparsa del dottor Buzzi, il desiderio dell’Amministrazione comunale di onorarne la memoria, affermando che avrebbe concordato con i familiari le iniziative per ricordare la sua figura e la sua opera. All’incontro di oggi erano presenti anche i consiglieri comunali Alvaro Ancisi e Diego Rubboli.

“Ho incontrato – ricorda Matteucci – il professor Buzzi due volte in municipio in occasione della presentazione della cura anti-cancro Crm197. Ho avuto modo di apprezzarne l’assoluta dedizione di studioso alla ricerca antitumorale, nonostante lo scetticismo del mondo scientifico. Questa attività di ricerca lo ha portato a risultati clinici significativi in Giappone, dove si è sperimentata con successo la molecola antitumorale Crm197. Alle straordinarie doti di scienziato, il professor Buzzi affiancava una grande carica umana e una determinazione incrollabile”.

Il neurologo ed oncologo Silvio Buzzi si è spento per un male incurabile nel mese di luglio, all’età di 79 anni.

Ravenna: venerdì la premiazione per la Fedeltà al Lavoro

posted by admin
giovedì, dicembre 17, 2009

RAVENNA – Venerdì 18 dicembre presso la Sala Cavalcoli in viale Farini n. 14, alle ore 10, la Camera di commercio di Ravenna assegna, come è tradizione dal 1952, il Premio Fedeltà al Lavoro e al Progresso Economico. Con questa importante iniziativa viene anche inaugurata la grande sala dopo i lavori di restauro alla presenza del Presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani.

Il Premio Fedeltà al lavoro, che l’ente camerale rinnova annualmente per sottolineare il valore etico, sociale e civile del lavoro e dell’attività imprenditoriale, acquista un significato particolare in questo 2009 che sta per chiudersi.

“Un anno – commenta il presidente della camera di commercio, Gianfranco Bessi – che deve essere ricordato non solo come uno dei più difficili nella storia dell’economia internazionale, ma come un punto di svolta, una occasione per nuove, più grandi opportunità. Il lavoro – fatto di intelligenza creatività sacrificio – e l’impresa, che svolge un ruolo insostituibile per la creazione di benessere diffuso sul territorio e per la tenuta sociale, sono i valori fondativi su cui contare per dare vita a un nuovo e diverso sviluppo”.

I diplomati della 29a edizione del Premio (39, appartenenti ai vari settori economici) riceveranno medaglie e relative pergamene nel corso di una pubblica cerimonia, alla presenza delle massime autorità istituzionali e dei rappresentanti del mondo economico locale.

Nel tempo il premio ha modificato i criteri di attribuzione tenendo conto delle trasformazioni economiche e sociali e ha aggiunto alla longevità e all’importanza dell’impresa nel territorio i temi dell’innovazione tecnologica e della responsabilità sociale. Da cinque anni, poi, nella stessa occasione viene attribuito il Premio Teodorico a personalità, legate a Ravenna, che si sono particolarmente distinte nei più svariati campi (economico, professionale, artistico, sportivo…) accrescendo così il prestigio della comunità provinciale. Per il 2009 gli esempi di eccellenza sono tre. Per il mondo della ricerca il riconoscimento è stato assegnato alla memoria di Silvio Buzzi, oncologo e ricercatore scomparso recentemente: la validità terapeutica della molecola antitumorale CM197, da lui scoperta, è stata provata da studi rigorosi e dagli ottimi risultati ottenuti in Giappone dalla sperimentazione clinica.

Per il mondo della cultura il premio è stato conferito a Domenico Berardi, ex direttore dell’archivio storico del Comune di Ravenna, giornalista e autore di numerose pubblicazioni, accademico e membro del consiglio direttivo dell’Istituto regionale per i beni culturali dell’Emilia-Romagna.

A Marcello Miani, campione mondiale di canottaggio, va il riconoscimento per il settore dello sport.